Questo sarà un anno ricco di eventi imperdibili all’insegna della percezione e della conoscenza geobiofisica e geobiologica dell’ambiente che ci circonda. Come Istituto Gea apriremo le nostre attività con seminari Sentire la Terra, condotti dai nostri neo diplomati, in cui si potrà sperimentare un primo approccio di Geologia Percettiva. Continueremo con due Corsi Base, condotti dai nostri docenti e propedeutici alla partecipazione al futuro Corso Avanzato attraverso il quale sarà possibile diventare esperti della materia. Infine festeggeremo i 30 anni della nostra Associazione in concomitanza del meeting con gli amici del Forschungskreis für Geobiologie Dr. Hartmann. Per tutte le info contattaci a gea@geobiologia.it
E’ con profondo dolore che annunciamo la prematura scomparsa avvenuta Il 17 Ottobre 2025 alle ore 21,00 in Torino della nostra Presidente Arch. Cristina Rovano. Cristina lascia un vuoto immenso in tutti noi e nella nostra Associazione GEA , alla quale Lei ha dato sempre tantissimo . Ma oltre al merito per il suo ruolo di Presidente dell’ Istituto GEA, Cristina merita di essere ricordata per sempre come una persona solare, empatica e disponibile verso tutto e tutti, capace di essere un riferimento per chi ha avuto la fortuna di incontrarla sul suo cammino e di frequentarla e di apprezzarne la profondità.
Siamo vicini alla sua Famiglia che ha fatto di tutto per allievare la sua sofferenza standole accanto costantemente vicino fino alla sua “fine vita”.
Facciamo molta fatica a pensare che non sarà piu’ tra noi e confidiamo che la sua presenza quando ci servirà si farà sentire in un “soffio ”.
“La Tua luce e la Tua energia continueranno a illuminare il nostro cammino”
Tratta da “Pane del bosco” di Chandra Livia Candiani
La vogliamo ricordare con questa poesia tratta da “Pane del bosco” di Chandra Livia Candiani:
Lei ha un puma al fianco sinistro ha un lupo al fianco destro la accompagnano al passo, vigili, muti. Viene da un luogo pericoloso. Nel bosco puma e lupo vanno annusando di pietra in pietra rammendando i tronchi d’albero, l’erba alta, il ruscello. Sono custodi, senza minaccia, lanciano segnali di officina celeste. «Caro bosco vengo a te in cerca della ferita che ci precede, i sensi, servitori gentili, invitano all’aperto le mani sbucciate, vuote. Avverto il silenzio che specchia il mondo e dice: ti riconosco frammento di polvere e ti dò il nome ti chiamerò cosí, nel cuore delle ossa, nell’ora senza casa». Lupo e puma proteggono la parola scintillata nel bosco. Lei si inoltra a liberare i custodi del nome, dimenticherà i padroni delle parole, sarà belva che mangia quieta la sua furia. È tempo di disarmo, instabile come una scia, lei sa dire: «Fammi luce».
Per il C.D. Istituto GEA IL V. Presidente Arch. Giuseppe Marsico