SENTIRE LA TERRA A…MALO (VI)

In Veneto un viaggio nella storia e nella geologia del Santuario di Santa libera di Malo

SABATO 6 GIUGNO 2026 ore 10,00

Il territorio di Malo, e in particolare l’area che circonda il Santuario della Madonna di Santa Libera, è un luogo dove la sacralità si fonde con la forza primordiale della terra, offrendo uno scenario unico per gli amanti della geobiofisica e della geobiologia. L’Istituto Gea vi invita a scoprire un percorso percettivo che si snoda nel cuore del suggestivo “Quarterio di San Vito”, dove l’edificio sacro domina la pianura da uno sperone roccioso millenario. Preparatevi a un viaggio tra geobiofisica e storia, ai piedi del Monte Pian, esplorando un paesaggio modellato dalle potenti energie delle faglie Malo-Schio, Schio-Vicenza: un’esperienza profonda per ritrovare l’antico legame tra l’uomo e le vibrazioni della natura.

Il fulcro del percorso è il Santuario della Madonna di Santa Libera, un luogo dove la storia millenaria si fonde con la devozione. Le radici del complesso affondano in un passato remoto, su un antico tempio dedicato alla dea Reitia, trasformato poi nel cuore cristiano della Curtis Maladum. Sebbene il nucleo originario bizantino sia stato distrutto dalle invasioni ungare nell’899, la sacralità del sito rimase intatta: l’edificio sacro venne ricostruito e, per proteggerlo dalle incursioni, dopo il 917 venne eretto un castello difensivo, oggi scomparso, all’ombra del quale la pieve riprese a fiorire.

Sotto la Signoria degli Scaligeri nel XIV secolo, il Santuario visse la sua massima rinascita architettonica. La struttura fu ampliata e arricchita da tesori d’arte, tra cui spicca la splendida Madonna in attesa di Gesù: un raro affresco di scuola giottesca che ritrae la Vergine incinta, divenuto nel tempo il fulcro della devozione popolare con il nome di Beata Libera.

Ogni secolo ha lasciato la sua impronta: dall’altare secentesco di San Rocco — ex voto contro le pestilenze — alla solenne cappella settecentesca dedicata proprio alla Beata Libera, fino alla scalinata monumentale del 1923. Oggi, percorrendo la Via Crucis che ricalca l’antica strada del castello, si riscopre un legame indissolubile tra la resilienza della storia e il simbolo generativo della Madonna in attesa.

Il Santuario di Santa Libera non è solo un monumento storico, ma un vero e proprio “luogo di potenza” dove vibra l’eredità spirituale dell’antico popolo dei Venetkens. Sotto le fondamenta cristiane pulsa ancora la memoria di un tempio dedicato a Reitia, la Dea Madre Veneta. Custode della vita e dell’equilibrio tra uomo e natura, Reitia era la divina guaritrice, la “Sainati” che raddrizzava i bambini nel grembo e proteggeva il miracolo del parto: una presenza benevola che in epoca romana si fuse con il culto di Libera, rafforzando la sua missione di liberatrice dalle doglie.

Con l’avvento del cristianesimo, questa energia ancestrale è fluita armoniosamente nella figura della Vergine Maria. La Madonna ha ereditato il manto protettivo della Dea Madre, assumendone le funzioni simboliche di fertilità, guarigione e protezione verso la comunità. In questa metamorfosi del sacro, anche i santi patroni — Leonzio, Carpoforo, Eufemia e Innocenza — hanno mantenuto vivi gli antichi archetipi: dalla forza alla rigenerazione, preservando intatto il legame con il ciclo della vita.

Oggi, chi visita il Santuario entra in contatto con una spiritualità millenaria. È un’esperienza di connessione profonda dove la maternità della Madonna continua a parlare l’antico linguaggio di Reitia, rendendo questo luogo una tappa imprescindibile per chi cerca le radici più intime del sacro nella nostra terra.

La straordinaria storia e la peculiare energia del sito di Santa Libera trovano un riscontro diretto nella sua conformazione geologica. Situato in una zona di transizione tra le Prealpi e la pianura, il Santuario sorge su uno sperone di Arenarie e Calcari di Sant’Urbano, formazioni del Miocene inferiore (circa 23-20 milioni di anni fa) caratterizzate da calcareniti giallastre e compatte. La presenza di fossili marini — come Lepidocyclina, echinidi e bivalvi — testimonia un antico ambiente di piattaforma carbonatica in acque calde e ossigenate, una memoria biologica cristallizzata che definisce l’identità materica di questo rilievo.

L’elemento di maggiore interesse per la geobiofisica è il sistema di faglie Schio-Vicenza, un imponente lineamento tettonico che modella il paesaggio e influenza la distribuzione delle energie telluriche. La struttura a gradinata della crosta terrestre e le fratture generate dalla linea Malo-Schio rappresentano aspetti di grande rilievo per la geobiologia ambientale, poiché agiscono come potenziali conduttori per le forze provenienti dal sottosuolo.

La permeabilità del substrato, che favorisce l’infiltrazione delle acque e la formazione di sorgenti pedemontane, completa questo quadro di dinamismo idrogeologico. Il Santuario si colloca esattamente in questo punto di raccordo tettonico, dove la forza della faglia incontra la stratificazione dei sedimenti marini, rendendo lo sperone di Santa Libera un luogo di particolare interesse per l’analisi delle interazioni tra uomo e ambiente geofisico.

Il percorso di Santa Libera a Malo non è solo un viaggio nella storia e nella geologia pedemontana, ma un’immersione profonda nelle energie della terra e nelle antiche conoscenze che legavano l’uomo al cosmo. Dalla memoria archeologica del castello scomparso alla forza generativa della Madonna in attesa, ogni tappa rivela come la spiritualità si sia radicata in un sottosuolo tettonicamente vivo, dove l’eco dell’antica Dea Madre Reitia continua a risuonare tra le pieghe delle faglie e delle rocce mioceniche.

L’Istituto Gea si impegna a studiare e divulgare queste connessioni profonde, promuovendo una maggiore consapevolezza del nostro ambiente e del suo intrinseco valore energetico. Questo itinerario invita a riscoprire un legame indissolubile tra uomo e territorio, dove la scienza geofisica e la percezione sottile si incontrano per svelare l’anima autentica del paesaggio vicentino. 

  • In tutti i percorsi Sentire la Terra è consigliato un abbigliamento comodo (nulla che stringe o infastidisce il corpo)
  • In merito alla consumazione del pranzo al sacco, si consiglia di mantenersi leggeri.

Alessia Cicchelero, esperta in Analisi geobiofisica dell’Istituto GEA

Vuoi partecipare?
E’ necessaria l’iscrizione. Posti limitati.

ISCRIVITI SU www.eventbrite.it

📧 Per informazioni scrivi a gea@geobiologia.it

SENTIRE LA TERRA A… CASTAGNETO PO (TO)

In Piemonte da San Genesio a Castagneto Po

SABATO 23 MAGGIO 2026 ore 9,30

I seminari “SENTIRE LA TERRA” , percorsi gratuiti e aperti a tutti, rappresentano un primo approccio alla percezione del proprio stato in relazione al substrato geologico caratteristico del sito e alle emissioni elettromagnetiche naturali emesse dal pianeta.
L’uomo, come essere di natura, è in grado di percepire l’informazione elettromagnetica, anche se spesso in modo inconscio. La permanenza prolungata in una zona di disturbo può indurre una condizione di stress generale definita stress tellurico, alterando il normale scambio energetico con il suolo.

Ci immergeremo nel cuore della Collina Torinese, esplorando il territorio tra la Chiesa di San Genesio, il geosito del Regio Fonte di San Genesio e la Chiesa di San Pietro a Castagneto Po. 
Ci troveremo nei pressi di un borgo collinare a soli 25 km da Torino. 
Il nostro itinerario partirà dalla Piazza di San Genesio per poi proseguire attraverso il sentiero Berruti del CAI, camminando tra boschi rigogliosi e sentieri panoramici, per poi raggiungere il Comune di Castagneto Po. 
Un itinerario ricchissimo di peculiarità storiche e geologiche.

Ore 9.30 ritrovo a Chivasso Via Po angolo Strada della Carletta per proseguire in auto fino a San Genesio

Ore 9.45 presentazione dell’Istituto GEA e del programma della giornata

Ore 10.00 Visita alla Chiesa di San Genesio con una breve introduzione storica

Ore 10.30 Esercizi per la percezione

Ore 11.00 Inizio percezione all’interno e all’esterno della Chiesa di San Genesio

Ore 12.30 Pranzo al sacco presso l’area attrezzata

Ore 14.00 Trasferimento a piedi (percorso del CAI di circa 2km) a Castagneto Po  con percezione dei vari punti segnalati lungo il tragitto.

Ore 15.30 Percezione all’interno e all’esterno della Chiesa di San Pietro a Castagneto Po

Ore 16.30 Conclusione del percorso e condivisione finale presso il Bar della Piazza

L’esperienza seguirà passaggi operativi precisi per favorire l’ascolto profondo:
Introduzione ed Esercizi: Breve lezione teorica sulla geobiofisica ed esercizi di riequilibrio energetico e radicamento.
Percorso di Ascolto: Camminata in silenzio, focalizzata sulle sensazioni corporee.
Rilevamento: Registrazione privata delle proprie percezioni su una scheda tecnica dedicata.
Confronto Intermedio: Momento di condivisione delle impressioni generali durante la pausa pranzo.

  • In tutti i percorsi Sentire la Terra è consigliato un abbigliamento comodo (nulla che stringe o infastidisce il corpo)
  • Il tratto del Sentiero Berruti, di circa 2 Km, da San Genesio a Castagneto Po, è un sentiero del CAI e presenta un dislivello di circa 350/490m attraverso i boschi del luogo.
  • In merito alla consumazione del pranzo al sacco, si consiglia di mantenersi leggeri.

Martina Capriolo, esperta in Analisi geobiofisica dell’Istituto GEA

Vuoi partecipare?
E’ necessaria l’iscrizione. Posti limitati.

ISCRIVITI SU www.eventbrite.it

📧 Per informazioni scrivi a gea@geobiologia.it
o contatta Martina al +39 3470596102

SENTIRE LA TERRA A… MONTALCINO (SI)

In Toscana a Castelnuovo dell’Abate in provincia di Siena

I seminari “SENTIRE LA TERRA” , percorsi gratuiti e aperti a tutti, rappresentano un primo approccio alla percezione del proprio stato in relazione al substrato geologico caratteristico del sito e alle emissioni elettromagnetiche naturali emesse dal pianeta.
L’uomo, come essere di natura, è in grado di percepire l’informazione elettromagnetica, anche se spesso in modo inconscio. La permanenza prolungata in una zona di disturbo può indurre una condizione di stress generale definita stress tellurico, alterando il normale scambio energetico con il suolo.

📍 Il Percorso: Castelnuovo dell’Abate

Ci immergeremo nel cuore della Toscana, nei pressi di un borgo medievale a soli 10 km da Montalcino (SI). Il fulcro del nostro itinerario sarà la magnifica Abbazia di Sant’Antimo, che raggiungeremo camminando tra vigneti di Brunello, ulivi e cipressi secolari. Un itinerario ricchissimo di peculiarità storiche e geologiche.

🗓️ Il Programma della Giornata

Mattina: Dedicata alla percezione sensoriale nei pressi del borgo e nell’area dell’Abbazia di Sant’Antimo (interno ed esterno).
Pranzo: Pausa rigenerante con possibilità di ristoro al sacco o su prenotazione.
Pomeriggio: Attraverseremo le vigne per raggiungere la grotta “FONTE LATTAIA”, antica cavità legata a rituali di fertilità e tradizioni locali.
Conclusione: Il percorso terminerà con una degustazione presso un’azienda agricola locale (su prenotazione).

🧘 Il Metodo: Come si svolge la giornata

L’esperienza seguirà passaggi operativi precisi per favorire l’ascolto profondo:
Introduzione ed Esercizi: Breve lezione teorica sulla geobiofisica ed esercizi di riequilibrio energetico e radicamento a cura della Dr.ssa Marilinda risidori Esperta in Analisi e Autoregolazione Bioenergetica
Percorso di Ascolto: Camminata in silenzio, focalizzata sulle sensazioni corporee.
Rilevamento: Registrazione privata delle proprie percezioni su una scheda tecnica dedicata.

Confronto Intermedio: Momento di condivisione delle impressioni generali durante la pausa pranzo.

🎯 Conduce:

Francesco Guerrini, esperto in Analisi geobiofisica dell’Istituto GEA.

Vuoi partecipare?
E’ necessaria l’iscrizione. Posti limitati.

ISCRIVITI SU https://www.eventbrite.it/e/1986561346464

📧 Per informazioni scrivi a gea@geobiologia.it
o contatta Francesco al +39 3492136886

GEA in Germania dagli amici del Forschungskreis für Geobiologie Dr. Hartmann e.V

Estratto della rivista del Forschungskreis für Geobiologie Dr. Hartmann e.V. del 22/01/2026.

Articolo di Sonja Huslig e Jörg Kuhn sullo scambio avvenuto in occasione del Meeting Internazionale tra le due associazioni dal 10 al 14 Settembre 2025 (https://geobiologie.de/gea-italia-zu-besuch/).

Visita dei nostri amici italiani di GEA Italia Dal 10 al 14 settembre 2025 Nel settembre 2025 abbiamo avuto il piacere di accogliere calorosamente presso di noi i nostri amici italiani di GEA Italia.

Mercoledì 10 settembre i nostri ospiti sono stati prelevati all’aeroporto di Francoforte con due pulmini VW e un’autovettura da Sonja Huslig, Jörg Kuhn e Armin Hagendorn. Una volta giunti alla Casa della Ricerca, Jörg Kuhn, nella sua funzione di terzo membro del direttivo, non ha voluto rinunciare a salutare gli ospiti con un discorso di benvenuto in lingua italiana.

Giovedì 11 settembre – Escursione a Miltenberg Giovedì ha avuto inizio il programma comune con un viaggio in direzione di Miltenberg. Inizialmente era prevista la visita all’Amorsbrunn presso Amorbach, una cappella di grande importanza geomantica, considerata fin dall’epoca celtica un santuario di sorgente curativa. Successivamente il gruppo si è diretto verso la storica cittadina di Miltenberg, caratterizzata dalle sue case a graticcio. Naturalmente non poteva mancare una sosta nel Biergarten. Dopo una visita geomantica del centro storico, si è proseguito verso l’imponente castello, con una magnifica vista sul fiume Meno e una conferenza sulla situazione geologica di Miltenberg. La giornata si è conclusa con una cena conviviale nella storica locanda Riesen, la più antica locanda della Germania.

Venerdì 12 settembre – Casa della Ricerca e Giardino geologico didattico e sperimentale Il venerdì è stato interamente dedicato al lavoro geobiologico. Presso la Casa della Ricerca si sono svolte diverse conferenze. In questa occasione ci siamo presentati reciprocamente le nostre associazioni: Sonja e Jörg hanno illustrato la nostra associazione e il programma di formazione, mentre GEA Italia ha mostrato, tramite una presentazione PowerPoint, il lavoro svolto nelle scuole e negli asili con il progetto “Immaginare la Terra”. Siamo rimasti molto colpiti dall’apertura con cui gli italiani affrontano questo tema. Nel pomeriggio abbiamo visitato il nostro “GLÜG” a Waldkatzenbach, il Giardino geologico didattico e sperimentale, dove sono stati presentati i diversi metodi di lavoro per individuare una zona di disturbo. Nel tardo pomeriggio abbiamo accolto Alfonso Becker, che in passato aveva organizzato alcuni corsi Hartmann sul Lago di Garda, contribuendo così a rafforzare ulteriormente il legame tra le nostre associazioni. In una conferenza accompagnata da immagini ha analizzato le “chiese di San Michele dal punto di vista geomantico”.

La sera abbiamo festeggiato una calorosa festa dell’amicizia presso la Casa della Ricerca, con piatti tedeschi – come desiderato dagli italiani – musica e tante belle conversazioni. È stata una serata ricca di risate, gioia per il ritrovarsi e senso di unione internazionale. Erano presenti anche diversi ospiti da parte nostra, tra cui il primo e il secondo presidente Joachim Götz e Ursula Gieringer con i rispettivi coniugi, nonché Robert Hartmann, così che la nostra sala conferenze era animata da una grande vitalità. Giuseppe Marsico, vicepresidente di GEA Italia, ha letto i saluti della presidente malata Cristina Rovano, che esprimeva la sua gioia per la futura collaborazione tra le nostre associazioni. Grazie alla sua organizzazione e al lavoro preparatorio da lei svolto, la visita di GEA Italia era stata possibile. Durante la serata si è parlato molto e sono stati scambiati numerosi doni di partenariato: la delegazione italiana ha regalato magliette e dolci tipici provenienti da diverse regioni. Da parte nostra sono state donate tazze con i nostri loghi e una cornice con le foto del primo incontro in Toscana e la foto di gruppo di quest’anno scattata a Heidelberg il giorno successivo. Al centro della cornice è stata applicata una piccola bacchetta Hartmann con la scritta “Amicizia – Gemellaggio”.

Sabato 13 settembre – Alla scoperta di Heidelberg Sabato ci siamo recati a Heidelberg. Insieme abbiamo visitato sul monte Heiligenberg il monastero di Santo Stefano, la Thingstätte e naturalmente il monastero di San Michele. Prima di esplorare l’Heiligenberg, abbiamo svolto con Claudia Tartara esercizi di percezione per entrare in contatto con la Terra e prepararci all’uso della bacchetta da rabdomanzia. Presso il monastero di San Michele e quello di Santo Stefano, i nostri amici italiani hanno mostrato il

loro approccio al lavoro geomantico. In questa occasione abbiamo constatato che essi si orientano maggiormente sulle condizioni geologiche del luogo. Nel pomeriggio era prevista la visita al celebre Castello di Heidelberg, con foto di gruppo, seguita da una passeggiata nella zona pedonale. A conclusione della giornata, abbiamo gustato una cena preparata insieme presso la Casa della Ricerca. Abbiamo trascorso l’ultima serata godendoci la compagnia della nostra grande famiglia italiana. Domenica 14 settembre – Saluti e rientro Dopo cinque giorni ricchi di esperienze, domenica è arrivato purtroppo il momento dei saluti. Con tanti bei ricordi, nuove impressioni e amicizie rafforzate, i nostri ospiti italiani hanno fatto ritorno a casa. Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questo incontro speciale e attendiamo già con gioia il prossimo appuntamento nel settembre 2026 con i nostri amici di GEA Italia!

IL SERPENTE E LA DEA

Un viaggio nelle energie della dea madre

A cura di PIER PROSPERO e FRANCESCO GUERRINI

A Pienza, in provincia di Siena, in data 30 Marzo 2025 è stato svolto il rilievo geobiologico della Pieve di Corsignano con il doppio scopo di integrare il precedente percorso di geologia percettiva “MAGICA VAL D’ORCIA” (al quale mancava la pieve stessa, chiusa per ristrutturazione) e di prepararsi al medesimo tempo alla registrazione del giorno seguente della trasmissione GEO di Rai3 la quale avrebbe dovuto vertere proprio sui luoghi delle acque della Val d’Orcia.

Il Portale

Questo è un sito che nasce presumibilmente intorno al VII – VIII secolo D.C., in un’area dedicata agli antichi culti pagani delle acque, richiamati anche dalla particolare simbologia del portale di ingresso.

LA SIRENA BICAUDATA

La simbologia sembra derivare dalla fusione della donna partoriente (figura sacrale del neolitico) con la figura mitica della sirena, richiamando l’elemento acquatico da cui ha origine la vita. Il portale vuole dunque indicare (a chi lo sa leggere) i rituali di fertilità che si svolgevano al suo interno, in un luogo energeticamente bilanciato e dove è forte la presenza di acqua, catalizzatore importante per i riti stessi (l’informazione energetica è femminile).

LA SACERDOTESSA

Con essa viene raffigurata la donna come matrice, sorgente di vita, depositaria del mistero della natura. È significativo che queste analoghe figure femminili di culto (grandi fianchi o grandi seni) nascano in epoca antica quando, ad opera della donna, avviene l’invenzione dell’agricoltura (il più antico esempio di agricoltura organizzata è stato trovato in Sri Lanka e risale a circa 25 mila anni fa). Da questo suo ruolo di matrice e nutrice deriva il simbolo della GRANDE MADRE.

Lo Studio

Il rilievo effettuato ha portato all’individuazione di punti energetici importanti e ricorrenti in tipologie di edifici sacri come quello della Pieve di Corsignano.

Per prima cosa si è appurato che la costruzione non è orientata secondo le canoniche direzioni cardinali ma più precisamente secondo l’asse SE – NO.

All’ingresso, come capita spesso, ci si imbatte in un incrocio di Hartmann, volutamente posizionato in quel punto come a voler segnalare il passaggio in un’altra dimensione, in un altro stato dell’essere e invogliare a lasciar fuori la mente per ricollegarsi alla nostra parte interiore, più profonda.

Una volta entrati all’interno della Pieve si è incentrato il rilievo sulla ricerca della “Croce Latina” ossia dell’incrocio di due emissioni elettromagnetiche naturali, caratteristico di questi luoghi.

Tale punto è stato individuato come sovrapposizione ortogonale di due scorrimenti d’acqua sotterranei proprio in prossimità dell’altare.

La cosa più incredibile e che ci ha lasciato stupiti è come tale incrocio non corrispondesse al centro della navata bensì ad un punto leggermente spostato sulla sinistra (ponendosi di spalle all’ingresso) rispetto all’altare e in asse con le due figure precedentemente citate: i serpentelli e la Dea Madre. Infatti la stessa bifora in cui è incastonata la figura femminile non è centrale rispetto all’ingresso e alla navata.

Non vi sveliamo oggi cosa si percepisca in quel preciso punto e vi invitiamo a venirlo a “sentire” in prima persona nel prossimo seminario “Sentire la Terra” che GEA riorganizzerà a Pienza.

Ringraziamenti

Ogni essere umano è chiamato a sentire.

Le sensazioni suscitano in noi emozioni e ci consentono di rispondere al mondo esterno o a quello interiore.

Se impariamo a essere consapevoli delle nostre sensazioni, possiamo apprendere a riconoscere anche le informazioni dell’ambiente che viviamo o del territorio che esploriamo.

Ognuno di noi sente grazie al corpo.

Chi ha coraggio ascolta ciò che sente e lo indaga.

Come Associazione GEA siamo molto grati a Caterina Congia e a tutta la redazione di Geo (RAI 3) per aver voluto mostrare una cultura antica che ha trovato spiegazioni scientifiche anche da parte dei fisici come Emilio Del Giudice.

La puntata con il servizio sul rilievo effettuato dalla nostra associazione è visibile al seguente link:

https://www.raiplay.it/video/2026/02/Geo—Puntata-del-26022026-5cff66a0-b4fa-4853-b132-e35da467e7e5.html?wt_mc=2.www.wzp.raiplay_vid_Geo&utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio&fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQMMjU2MjgxMDQwNTU4AAGnAWYfbHc3m7QaOXyLmhSc8ExqAMZRCc6-8H6ILYQldMev5EJ8Y1pKGCVZ6u8_aem_x7rnwerRW8AngpS94Nej5A

Assemblea Ordinaria annuale – Sabato 11 Aprile 2026

Alessandria, 24 marzo 2026
Carissima/o associata/o
l’Assemblea Ordinaria annuale della nostra associazione è indetta
sabato 11 aprile 2026 e si terrà nella sala privata presente in Strada Acqui di
Cabanette, n.1 Alessandria.
L’assemblea è convocata in prima convocazione alle ore 8,00 e in seconda
convocazione alle ore 10,30 per discutere il seguente ORDINE DE GIORNO

  1. Rendiconto Economico Finanziario del 2025, relazione della Segreteria
    Tesoriera per l’approvazione dell’Assemblea
  2. Discussione Statuto aggiornato per approvazione con voto e cambio sede
  3. Organizzazione di eventi associativi per il 2026
  4. Eventuali proposte, osservazioni, suggerimenti per il miglioramento della nostra
    associazione

Ti invito a portare il tuo contributo partecipando all’assemblea o, se proprio non
potrai collegarti, ti chiedo di delegare un associato di tua fiducia, potrai inviarci
via e-mail le tue osservazioni o i tuoi suggerimenti (gea@geobiologia.it)
Per partecipare all’Assemblea occorre essere in regola con il versamento
della quota annuale per il 2026 di 50€, per cui se non l’avessi già fatto, ti
invito a fare per tempo il bonifico sul seguente conto bancario
Banca Intesa Sanpaolo
IBAN: IT37U0306909606100000122365 codice BIC: BCITITMM
Intestato a GEA – ISTITUTO PER L’ANALISI GEOBIOFISICA E GEOBIOLOGICA
DELL’AMBIENTE
Chiedo cortesemente di dare conferma al più presto della tua presenza,
almeno entro il 1 aprile per motivi organizzativi.
L’incontro, riservato agli associati, si terrà nella sala privata di Shou Kua-Il
Telaio della Vita, in Strada Acqui di Cabanette, n.1 Alessandria
di cui inserisco il link di googlemaps
https://maps.app.goo.gl/jGk2iDYHK99BXMuU9
Per chi arriva in auto le uscite più vicine sono Alessandria Sud o Alessandria Ovest
Troverà la possibilità di lasciare l’auto comodamente nel parcheggio indicato nell’immagine.

Per chi arriverà in treno ci può raggiungere con linea 2 in direzione Cantalupo.


Claudia Tartara
Presidente Istituto GEA APS

PROGRAMMA ASSOCIATIVO 2026

Questo sarà un anno ricco di eventi imperdibili all’insegna della percezione e della conoscenza geobiofisica e geobiologica dell’ambiente che ci circonda.
Come Istituto Gea apriremo le nostre attività con seminari Sentire la Terra, condotti dai nostri neo diplomati, in cui si potrà sperimentare un primo approccio di Geologia Percettiva.
Continueremo con due Corsi Base, condotti dai nostri docenti e  propedeutici alla partecipazione al futuro Corso Avanzato attraverso il quale sarà possibile diventare esperti della materia. 
Infine festeggeremo i 30 anni della nostra Associazione in concomitanza del meeting con gli amici del Forschungskreis für Geobiologie Dr. Hartmann.
Per tutte le info contattaci a gea@geobiologia.it

Convocazione Assemblea Straordinaria 2026

Carissima/o associata/o

L’Assemblea straordinaria della nostra associazione è indetta Sabato 24 gennaio 2026 presso la Sala Mole dell’Hotel Residence Torino Centro, sito in Corso Inghilterra n° 33 a Torino.

L’assemblea è convocata in prima convocazione alle ore 8.00  e in seconda convocazione alle ore 10,00 per discutere il seguente ordine del giorno:

    1. Commemorazione “Presidente Gea Arch. Cristina Rovano
    2. Presa d’atto da parte della Assemblea della nuova Consigliera Arch. Ilaria Mazzotti 
    3. Elezione della/ del nuovo Presidente Gea
    4. Presentazione e Organizzazione attività Associative anno 2026
    5. Eventuali proposte,osservazioni,suggerimenti per il miglioramento della nostra Associazione

    Attività Formativa

    • Sabato 24 gennaio dalle ore 16,00 alle 18,00 presso la Sala Mole dell’Hotel, si terrà un incontro con il Prof. Livio Giuliani (biofisico matematico) e il Prof. Raoul Saggini.  I relatori illustreranno le proprie attività, che presentano numerosi punti di contatto con le ricerche e gli approfondimenti portati avanti dalla nostra Associazione Gea.
    • Domenica 25 Gennaio ritrovo alle ore 10,00 in sala Mole dell’Hotel Residence Torino la nostra associata Arch. Gambarino Chiara ci guiderà, (tempo permettendo) sul percorso percettivo da lei scelto e approfondito in occasione del corso avanzato che si è concluso a Novembre 2025. In caso di meteorologia avversa andremo a visitare luoghi al chiuso.

    Ti invito quindi a portare il tuo contributo partecipando all’assemblea che come puoi vedere dal ricco ordine del giorno e degli aspetti formativi risulta molto interessante. Se proprio non riesci ad esserci e delegherai un associato di tua fiducia, potrai inviarci via e – mail, le tue osservazioni e i tuoi suggerimenti all’indirizzo (gea@geobiologia.it).

    Inoltre ti ricordo che per partecipare alla Assemblea con diritto elettorale attivo e passivo, occorre essere in regola con il versamento della quota annuale per il 2025 di 50 (cinquanta /00) euro.

                                                

                                                                                                          

    CARI ASSOCIATI, UNA TRISTISSIMA NOTIZIA

    E’ con profondo dolore che annunciamo la prematura scomparsa avvenuta Il 17 Ottobre 2025 alle ore 21,00 in Torino della nostra Presidente Arch. Cristina Rovano. Cristina lascia un vuoto immenso in tutti noi e nella nostra Associazione GEA , alla quale Lei ha dato sempre tantissimo . Ma oltre al merito per il suo ruolo di Presidente dell’ Istituto GEA, Cristina merita di essere ricordata per sempre come una persona solare, empatica e disponibile verso tutto e tutti, capace di essere un riferimento per chi ha avuto la fortuna di incontrarla sul suo cammino e di  frequentarla e di apprezzarne la profondità.

    Siamo vicini alla sua Famiglia che ha fatto di tutto per allievare la sua sofferenza standole accanto costantemente vicino fino alla sua “fine vita”.

    Facciamo molta fatica a pensare che non sarà piu’ tra noi e confidiamo che la sua presenza quando ci servirà si farà sentire in un “soffio ”.

    “La Tua luce e la Tua energia continueranno a illuminare il nostro cammino”

    Tratta da “Pane del bosco” di Chandra Livia Candiani

    La vogliamo ricordare con questa poesia tratta da “Pane del bosco” di Chandra Livia Candiani:

    Lei ha un puma al fianco sinistro
    ha un lupo al fianco destro
    la accompagnano al passo, vigili, muti.
    Viene da un luogo pericoloso.
    Nel bosco puma e lupo
    vanno annusando di pietra in pietra
    rammendando i tronchi d’albero, l’erba alta, il ruscello.
    Sono custodi, senza minaccia,
    lanciano segnali di officina celeste.
    «Caro bosco
    vengo a te in cerca della ferita che ci precede,
    i sensi, servitori gentili, invitano all’aperto
    le mani sbucciate, vuote.
    Avverto il silenzio che specchia il mondo
    e dice: ti riconosco
    frammento di polvere e ti dò il nome
    ti chiamerò cosí,
    nel cuore delle ossa,
    nell’ora senza casa».
    Lupo e puma
    proteggono la parola
    scintillata nel bosco.
    Lei si inoltra
    a liberare i custodi del nome,
    dimenticherà i padroni delle parole,
    sarà belva
    che mangia quieta la sua furia.
    È tempo di disarmo,
    instabile come una scia,
    lei sa dire: «Fammi luce».

    Per il C.D. Istituto GEA IL V. Presidente  Arch. Giuseppe Marsico 

    Un Viaggio nella Storia e nell’Energia: Il Percorso Percettivo di Verona tra Antichi Segreti e Geobiofisica

    Il territorio veronese, e in particolare l’area intorno a Montorio, è un crocevia di storia millenaria, energie sottili e straordinarie scoperte che affascinano esperti di geobiologia e appassionati di geobiofisica. L’Istituto Gea vi invita a scoprire un percorso percettivo unico, che si snoda tra il maestoso Castello di Montorio, l’enigmatico menhir neolitico noto come Piloton e la suggestiva Fontana delle Streghe. Preparatevi a un viaggio che svelerà connessioni profonde tra l’uomo, la terra e le antiche saggezze.

    Il territorio veronese, e in particolare l’area intorno a Montorio, è un crocevia di storia millenaria, energie sottili e straordinarie scoperte che affascinano esperti di geobiologia e appassionati di geobiofisica. L’Istituto Gea vi invita a scoprire un percorso percettivo unico, che si snoda tra il maestoso Castello di Montorio, l’enigmatico menhir neolitico noto come Piloton e la suggestiva Fontana delle Streghe. Preparatevi a un viaggio che svelerà connessioni profonde tra l’uomo, la terra e le antiche saggezze.

    Il Castello di Montorio: Sentinella Silenziosa di un Passato Millenario

    Il Castello di Montorio, imponente e affascinante, sorge in una posizione strategica, abitata da millenni. Recenti scavi archeologici hanno rivelato tracce di insediamenti risalenti al Neolitico (4000 a.C.) e ceramiche paleovenete del VI secolo a.C., confermando che questa dorsale, insieme al colle di Castel San Pietro a Verona, rappresenta uno dei nuclei abitati più antichi del territorio veronese.

    Dalle fortificazioni dei Veneti e dei Reti (VIII-VI a.C.) all’arrivo dei Galli Cenomani e poi dei Romani, il Castello ha testimoniato l’avvicendarsi di popoli e culture. La costruzione della Via Postumia (148 a.C.) ne rafforzò l’importanza strategica, sebbene la “pax romana” portò a un temporaneo declino del “castelliere” fortificato.

    La rinascita del Castello come fortezza avvenne nel X secolo in funzione antiungarica, come testimoniato nei documenti del 922 e 926 che lo citano come “castrum Montaurei”. Sebbene il tremendo terremoto del 1117 abbia raso al suolo gran parte di Verona, il Castello fu prontamente ricostruito, come dimostra la consacrazione di una chiesetta al suo interno nel 1119.

    Il periodo dell’Imperatore Federico Barbarossa e del libero Comune di Verona vide il Castello raggiungere il suo apogeo, diventando un punto di riferimento strategico-militare. Sotto la Signoria Scaligera, con Cangrande della Scala, divenne persino un luogo di villeggiatura. Successivamente passò ai Visconti, ai Carraresi e infine ai Veneziani, che proprio a Montorio siglarono l’accordo di dedizione di Verona alla Serenissima nel 1405.

    Il XIX secolo segnò la sua rovina: gli Austriaci, riconoscendone l’importanza strategica, lo riconvertirono in una batteria chiusa, demolendo gran parte delle sue strutture medievali. Nonostante non si sia mai sparato un colpo, il Castello, passato al Demanio Militare nel 1866, attende ancora oggi un’adeguata valorizzazione che ne riconosca la rilevanza storica e culturale.

    Il Piloton: Un Menhir tra Cielo e Terra, Guida Ancestrale

    Il Piloton, conosciuto anche come “Pietra Fitta”,  è un enigmatico menhir neolitico che si erge sulla dorsale a ovest di Montorio. Il termine “menhir” (pietra lunga in bretone) e “betilo” (casa di Dio in ebraico) si riferiscono a strutture megalitiche erette dopo la scoperta dell’agricoltura, considerate sacre e animate da energie divine.

    Queste grosse pietre avevano una funzione centrale nei riti propiziatori della fertilità, sia umana che della terra, simboleggiando l’unione tra il maschile e il femminile, il sole e la luna. La loro forma allungata, talvolta scolpita con attributi sessuali, suggerisce un profondo legame con i cicli vitali. I colori, come il rosso per il vigore solare maschile e il bianco per la fertilità lunare femminile, rafforzavano il loro significato simbolico.

    Il clero cristiano cercò di “battezzare” questi siti sacri, cristianizzando le pietre con croci o statue di santi, un segno della loro persistente influenza sulla cultura popolare. In Sardegna, ad esempio, i betili sono ancora parte del folclore, associati a figure mitiche o santi.

    La storia del Piloton è particolarmente intrigante. Fu scoperto nel 1950 da Alberto Solinas, che ne misurò le dimensioni e ne riconobbe l’importanza. Inizialmente ritenuto un betilo di età romana, successive analisi di Solinas nel 1977, confrontandolo con i betili sardi, rivelarono un’origine ben più antica, legata al villaggio del Monte Pipaldolo risalente al Bronzo Medio (circa 3500 anni fa).

    Ma il Piloton non era solo un simbolo di fertilità. Grazie a un’attenta analisi astronomica, Solinas ha dimostrato che fungeva da vero e proprio gnomone, un indicatore astronomico in grado di calcolare i solstizi e gli equinozi. Le due croci incise sul betilo, infatti, indicano con precisione la direzione dell’alba del Sole al solstizio estivo (21 giugno) e il tramonto al solstizio invernale (21 dicembre). Questo lo rende un prezioso orologio solare e lunare preistorico, fondamentale per il calendario agrario delle antiche popolazioni.

    Questa scoperta rivela che il sacerdote (augure) che fondò la Verona romana utilizzò il Piloton come punto di riferimento per l’orientamento astronomico della città, allineando il cardo e il decumano con i movimenti celesti. Non è un caso che lungo l’orientamento del cardo si trovino chiese cristiane edificate su antichi siti sacri, come la chiesetta di San Giovanni Battista, la chiesa di San Giovanni in Valle e il Capitello di Piazza delle Erbe, formando un triangolo astronomico perfetto con il Piloton e San Rocchetto.

    La Fontana delle Streghe: Acque Ancestrali e Presenze Mistiche

    Il nostro percorso energetico si conclude alla Fontana delle Streghe, o “de le Fade”, la cui sorgente, anticamente conosciuta come Franzago (941 d.C.), raccoglie le sue acque in una vasca. È altamente probabile che fin dal tardo Neolitico, questo luogo fosse un sito rituale dedicato al Femminile Sacro, alla Dea Terra Madre e alla Luna. Le abluzioni rituali, comuni in molte culture antiche, trovavano qui un luogo ideale, richiamando altri siti sacri dove l’acqua, come il “sangue” della Terra, era al centro di cerimonie.

    Anche i Romani adottarono le divinità locali, spesso proseguendo i culti negli stessi luoghi delle Are Sacre indigene. E in epoca cristiana, l’uso di questi siti continuò, con le chiese che sorsero dove un tempo erano templi pagani e le vasche che servivano per il battesimo per immersione. Una curiosità affascinante lega la Fontana delle Streghe alle Anguane, creature magiche della tradizione paleo-veneta, il cui nome deriva dal celtico ‘angan’ o dal latino ‘anguis’ (serpente). Questi esseri, metà donne e metà serpenti, erano legati all’acqua e capaci di aiutare, dispensare fertilità, ma anche lanciare maledizioni se maltrattate. Vigilavano sui posti sacri e la loro presenza in questo luogo evidenzia la profonda radice mistica del territorio.

    Geologia e Geobiofisica: Le Energie Sottili del Territorio

    La straordinaria storia e la peculiare energia di questi luoghi trovano riscontro anche nella loro geologia. L’area collinare di Verona è caratterizzata da dorsali e dossi, con formazioni rocciose che si immergono verso la pianura. Sono presenti due sistemi di faglie, con direzioni Nord-Sud e Nordest-Sudovest, che creano una disposizione “a gradinata” delle zolle rocciose e influenzano il flusso di energie telluriche.

    Non mancano le rocce eruttive, come i basalti, prodotti a chimismo basaltico risalenti all’Oligocene (33-23 Ma), che affiorano in filoni e camini vulcanici. Il Piloton, in particolare, si trova al centro di un’ellisse di “basalti compatti” che rappresenta la “capocchia” di uno “spillo” di basalto, un camino vulcanico che si è fatto strada tra i calcari del fondale marino.

    La Fontana delle Streghe, invece, si colloca su “scaglia rossa”, calcari argillosi fittamente stratificati. Le faglie presenti lungo il percorso, come quella a destra del sentiero dalla chiesetta al Piloton (direzione Nord-Sud) e quella trasversale che attraversa il sentiero prima del forte (direzione Sudovest-Nordest) rappresentano un aspetto di grande interesse per la geobiofisica e la geobiologia ambientale.


    Questo percorso percettivo a Verona non è solo un viaggio nella storia e nell’archeologia, ma un’immersione profonda nelle energie della terra e nelle antiche conoscenze che legavano l’uomo al cosmo. L’Istituto Gea si impegna a studiare e divulgare queste connessioni, promuovendo una maggiore consapevolezza del nostro ambiente e del suo intrinseco valore energetico.


    Per ulteriori informazioni sui nostri studi e per partecipare ai prossimi percorsi geobiofisici, visita il nostro sito www.geobiologia.it e seguici sui nostri canali social.