MEETING SOCIALE 2023: “TUSCIA TRA MISTERO MAGIA E MOSTRI”

LA PIRAMIDE ETRUSCA, IL SACRO BOSCO, LE TERME E LA CITTA’ CHE MUORE

Data partenza: 26/10/2023 – Data ritorno: 29/10/2023 – Durata viaggio: 4 giorni – 3 notti Soggiorno: Agriturismo Poggio degli Ulivi, situato ad un passo dalla piramide etrusca https://agriturismopoggiodegliulivi.com/

Quota per persona: 105,00 € in camera doppia, tripla o quadrupla.

Arrivo e spostamenti: con mezzi propri.

La struttura è composta da n. 2 camere matrimoniali, n. 2 appartamenti tripli e n. 1 appartamento quadruplo, per un totale di n. 14 persone.  Colazione, pulizia giornaliera e parcheggio inclusi nel prezzo.

In caso di superamento del numero limite di posti dell’agriturismo è prevista, per l’eccedenza, una sistemazione alternativa. La quota non comprende: pasti e bevande, ingressi al parco (€13) e alle terme (€18 per 3 ore), biglietto di accesso alla città che muore (€5), viaggio e spostamenti con mezzimpropri.

Prenotazione ENTRO IL 15 SETTEMBRE 2023 direttamente in struttura al +39 375 711 3804 facendo riferimento al Meeting Sociale dell’Istituto Gea. Una volta contattato l’albergo si prega di inviare comunicazione alla mail dell’Istituto (gea@geobiologia.it) o contattare il referente Francesco (tel. 3492136886). Il meeting è riservato ai soli soci dell’associazione GEA – ISTITUTO PER L’ANALISI GEOBIOFISICA E GEOBIOLOGICA DELL’AMBIENTE, A.P.S.; pertanto, i partecipanti non ancora associati, occorre che effettuino, entro il 10 ottobre, l’iscrizione (modulo reperibile sul sito al seguente indirizzo: https://www.geobiologia.it/?page_id=128 ) e il versamento della relativa quota associativa per l’anno in corso di € 30 (istruzioni e IBAN sul modulo d’iscrizione).

LA PIRAMIDE ETRUSCA

Piramide etrusca

Questa suggestiva costruzione è stata soprannominata “piramide etrusca” forse perché evoca le piramidi dei Maya. L’ipotesi più diffusa è che si tratti invece di un enorme altare sacrificale, dotato di gradini che consentono di arrivare sino sulla sommità e di canali di scolo che probabilmente servivano per far defluire il sangue durante i sacrifici. Secondo qualche studioso qui si praticava l’aruspicina, ovvero l’arte di predire il futuro attraverso l’analisi delle viscere. Qualcun altro lega la piramide etrusca all’interpretazione del volo degli uccelli.

La piramide è un monolite (unico grande masso) le cui origini, per alcuni studiosi, sarebbero addirittura preistoriche, ma la datazione resta incerta. Pare comunque essere stata utilizzata fino al Medioevo, anche se l’uso in quell’epoca rimane ignoto: il mistero avvolge quindi ancora oggi la enigmatica piramide.

IL SACRO BOSCO

Castello di Chia

Il bosco di Bomarzo non nasconde solo la piramide etrusca: vale la pena soffermarsi anche alla chiesa altomedievale e alla necropoli di Santa Cecilia, dotata di sepolture realizzate con forma umana. Inoltre, nel Bosco si erge il Castello di Chia che, arroccato su uno sperone roccioso, può essere apprezzato da un belvedere (purtroppo non si può accedere). Era il 1963 quando Pier Paolo Pasolini arrivò in questo angolo di Tuscia e se ne innamorò subito tanto da girarci qualche scena de Il Vangelo secondo Matteo. Per le scene del battesimo di Gesù, infatti, scelse il torrente Castello che scorre sotto la Torre di Chia. Inoltre, elesse questo luogo a sua dimora. Proseguendo all’interno del Bosco si giunge alle cascatelle sul torrente Castello, affiancate dalle “marmitte dei giganti”, profonde depressioni a forma di pozzo nelle rocce, formatosi per erosione fluviale in località prima ricoperte da ghiacciai. Durante il percorso per arrivare alle cascate si trovano alcuni ruderi tra cui quello di un mulino e i resti di una tomba medievale scavata nella roccia. Chia è infatti collocata in classica posizione etrusca, sulla cima di un altipiano circondato da orti e pascoli e profonde forre, da cui sale l’impeto dei torrenti che nel Medioevo muovevano le- macine dei mulini, di cui ancora oggi resta qualche testimonianza.

LE PISCINE CARLETTI

Aree termali libere

L’area di Viterbo ospita un vasto bacino termale. Nel corso dei secoli sono nate nella zona molte sorgenti naturali, una di queste alle Piscine Carletti. Si tratta di terme libere a circa 2 km dal centro di Viterbo. Le acque delle Piscine Carletti sono ipertermali, il che significa che alla sorgente la temperatura è compresa tra 30 e 60°C e che sono ricche di sali minerali e oligoelementi. Si tratta di acque solfuree-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose. Queste acque, che sgorgano naturalmente dalla sorgente ad una temperatura di 58°C, hanno importantissime proprietà benefiche sugli apparati locomotore, respiratorio, ginecologico, circolatorio, e sulle patologie dermatologiche.

CIVITA DI BAGNOREGIO, LA CITTÀ CHE MUORE

Civita di Bagnoregio

La storia di Civita di Bagnoregio trova le sue radici in epoca etrusca. La sua fondazione risale a circa 2.500 anni fa. L’insediamento sorge lungo l’antica via che collegava la valle del Tevere al Lago di Bolsena. Civita, ai tempi degli Etruschi, era una fiorente città situata in una posizione strategica per il commercio, ma già allora era destinata ad un futuro incerto: gli stessi Etruschi, già nel 280 a.C., si trovarono a dover far fronte ai continui problemi di sismicità ed instabilità dell’area, tradotti in scosse e ripetuti smottamenti. Oggigiorno la città è sottoposta a frequenti frane e sta “morendo” lentamente. Le frane, nel corso dei secoli, hanno inghiottito anche quel che rimaneva delle antiche tombe a camera scavate dagli Etruschi alla base della collina di Civita e nelle altre pareti di tufo della zona. Ormai si può accedere solo più a piedi. La causa del suo isolamento è proprio la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle tipiche forme dei calanchi e che continua ancora adesso, rischiando di far scomparire l’insediamento, per questo soprannominato “la città che muore”.

POTETE SCARICARE LA BROCHURE DEL MEETING QUI:

Programma di viaggio:

26/10 ore 18.30: Arrivo dei partecipanti a Bomarzo e sistemazione all’Agriturismo Poggio degli ulivi.

 26/10 ore 20.00 circa: Cena libera e ritrovo per condivisione dettagliata del programma del meeting.

27/10 ore 07.30-08.30: Prima colazione in Agriturismo

27/10 ore 08.30-12.30: Escursione con percezione geobiofisica alla PIRAMIDE ETRUSCA, alla necropoli e alla chiesa altomedievale di Santa Cecilia. Pranzo libero nel paese di Bomarzo.

27/10 ore 14.00-17.00: visita al BOSCO SACRO noto anche come Parco dei Mostri. Il costo dei biglietti per l’ingresso è di €13.

27/10 ore 17.00-19.00: Aperitivo in paese, rientro in Agriturismo e cena libera.

28/10 ore 07.30-08.30: Prima colazione in Agriturismo

28/10 ore 08.30-12,30: Attività di percezione geobiofisica al Castello di Chia e camminata verso le cascatelle sul torrente Castello – Ingresso libero.– Pranzo libero in zona.

28/10 ore 13.30-14.30: viaggio per Viterbo (circa 19 km – 22 min.) per percepire, attraverso il corpo, le energie emesse dalla terra in prossimità di alcune sorgenti termali libere denominate Piscine Carletti.

28/10 ore 15.30 – 18.30: meritato relax alle Terme dei Papi – Ingresso €18 per 3 ore

28/10 ore 19.00: Visita serale della città di Viterbo con aperitivo/cena in città.

29/10 ore 07.30-09.00: Prima colazione in Agriturismo e check-out

29/10 ore 09.00-12,40: Visita alla città che muore (Civita di Bagnoregio). Il biglietto è acquistabile direttamente sul sito www.casacivitabagnoregio.it al costo di €5 all’uno. Se si opta per l’acquisto in biglietteria prezzo sempre €5 a ticket. Pranzo libero

29/10 ore 14.00: Saluti, condivisioni finali e rientro a casa.

Prenotazione ENTRO IL 15 SETTEMBRE 2023 direttamente in struttura al +39 375 711 3804 facendo riferimento al Meeting Sociale dell’Istituto Gea. Una volta contattato l’albergo si prega di inviare comunicazione alla mail dell’Istituto (gea@geobiologia.it) o contattare il referente Francesco (tel. 3492136886).

Il 23 settembre 2023 si è tenuto con molto successo il seminario: “Sentire la Terra a Pienza”, una passeggiata percettiva per la Magica Val d’Orcia

CI ERAVAMO CHIESTI: “E SE A RENDERE PIENZA COSÌ “MAGICA” FOSSERO IN REALTÀ FATTORI DI PARTICOLARE EMISSIONE ELETTROMAGNETICA NATURALE?

Dopo il successo dell’analoga iniziativa svolta a Siena in settembre del 2021, l’Istituto GEA, associazione di promozione sociale E.T.S., ha proposto a Pienza un percorso di geologia percettiva teorico-esperienziale come contributo alla divulgazione e alla conoscenza della percezione dello scambio energetico dei luoghi, mediato dalla situazione geologica e idrogeologica, conoscenza che permette di fruire in modo completo dei paesaggi urbani e naturali. Il seminario gratuito si è tenuto nella magnifica e “magica” Pienza sabato 23 settembre 2023.

37 partecipanti hanno goduto di una giornata diversa e di un’esperienza impagabile.
Tra loro anche Sonja e Joerg due membri del FFG, il Gruppo di Ricerca in Geobiologia fondato in Germania dal dottor Ernst Hartmann, che sono rimasti entusiasti dell’esperienza.


Hanno fatto da guida al percorso:
Francesco Guerrini, geologo, esperto del territorio senese; Cristina Rovano, architetto, esperta in analisi geobiofisica dei luoghi e presidente dell’Istituto GEA; Pier Prospero, architetto, esperto di percorsi percettivi.


Dopo il ritrovo al parcheggio di via Verde ci siamo spostati sulla passeggiata che offre un magnifico sguardo sulla Val d’Orcia.

una giornata di sole splendido

Qui Cristina Rovano, la Presidente dell’Istituto GEA, ha illustrato le finalità dell’associazione GEA e le proposte associative per il prossimo futuro. La Presidente ha tenuto anche una breve introduzione teorica sulla Geobiofisica e su cosa significa percepire.
Subito dopo Marilinda Residori, psicologa insegnante di Autoregolazione Bioenergetica, ha proposto alcune brevi sequenze di Esercizi Bioenergetici per attivare la percezione di ciascuno.

Poi siamo entrati nella chiesa di Santa Caterina guidati da Pier Prospero per ammirare l’affresco della Madonna col Bambino, tributo alla venerazione del Femminile dovuto alla Scuola Senese del XIV secolo, e per percepire le sensazioni provenienti dal sottosuolo.

La successiva tappa per la percezione è stata il Romitorio scavato nella roccia davanti al quale abbiamo ascoltato le sensazioni che arrivano dal sito, secondo Pier Prospero ben più antico di quanto si dice, legato all’acqua e molto probabilmente utilizzato dal vicino insediamento neolitico.
Scendendo ancora ci siamo soffermati alla Cava Barbieri dove il geologo Francesco Guerrini ha spiegato e mostrato l’interessante situazione geologica del luogo.

Cava Barbieri







Altre mete del percorso percettivo sono state l’antica Pieve di Corsignano dai rilievi di insolita simbologia che, secondo Pier Prospero nelle figure femminili richiamano in modo sconcertante l’arte minoica, dove abbiamo cercato di percepire il messaggio del terreno e dell’acqua, e la Cattedrale dell’Assunta, del Rossellino, ma progettata su ispirazione di Leon Battista Alberti, dove abbiamo potuto vedere i segni apportati sulla struttura da una faglia geologica che alla fine, bacchette da rabdomante alla mano, abbiamo cercato di individuare anche all’esterno.

Ricerca rabdomantica della faglia a lato del Duomo

Celeste Stortini, laureata in Lettere e amante della storia del Senese, ha illustrato la vicenda di Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II, e della fondazione di Pienza, mostrando anche la conformazione e lo stile della cattedrale.
Infine Francesco ha spiegato il collegamento tra le sensazioni annotate dai partecipanti sulla scheda consegnata all’inizio e la situazione geologica dei punti di percezione.
Dicono che a Pienza non piove mai, ma un cambiamento repentino del meteo ha portato il cielo a rannuvolarsi nel pomeriggio ed è caduta una breve pioggia, proprio mentre eravamo all’interno della Cattedrale!
Alla fine della giornata ci siamo salutati tutti molto contenti e appagati.

Sabato 30 settembre 2023 si è tenuta con successo la seconda edizione del seminario esperienziale gratuito per tutti “Sentire la Terra al Tempio di Minerva” a San Rocco di Valpolicella (VR)

sabato 17 giugno 2023

Dopo il grande apprezzamento del primo seminario del 17 giugno che aveva visto la partecipazione di 21 persone, sabato 30 settembre 2023 si è tenuta la replica dell’evento con 26 presenti.
Il Seminario gratuito e aperto a tutti “Sentire la Terra al Tempio di Minerva” si è articolato in una passeggiata percettiva e alcune soste percettivo-esperienziali in punti dai connotati geologici particolari dove è stato possibile vivere in prima persona lo scambio energetico tra il substrato geologico e noi, cioè percepire “l’energia del luogo”. Inoltre vi è stata una breve parte teorica inframezzata alle esperienze percettive che ha fatto conoscere la geologia dei posti visitati e lo scambio energetico percepito.
E’ stato interessante capire in che situazione geologica furono posti il Tempio di Minerva e il castello scaligero che nei secoli sono subentrati a un originario luogo di culto tardoneolitico composto di un’area “yin”, femminile, con una vasca per le abluzioni rituali in basso, divenuta poi il Tempio della Grande Madre con lo scavo della terrazzatura attuale e di una vasca (in epoca romana diventato Tempio di Minerva), e di una zona “yang”, maschile, in alto, con un cerchio di menhir andato perduto, ma in una posizione ipotizzabile vicino al centro dell’attuale vigneto, su uno spiazzo probabilmente ricavato con il lavoro umano.

Il seminario è iniziato al parcheggio di San Rocco di Valpolicella, frazione di Marano di Valpolicella, con la presentazione e il percorso per giungere alla vicina chiesa di Santa Maria Valverde (ex Santuario di Santa Maria sopra Minerva) dove Marilinda Residori, trainer councelor esperta in Autoregolazione Bioenergetica, docente all’IPSo (Istituto di Psicologia Somatica) di Milano, ha guidato una breve sequenza di Esercizi di Autoregolazione Bioenergetica per attivare la percezione di ciascuno.


Dalla chiesa è stato riproposto il percorso dell’antichissima processione che partiva dall’attuale chiesa di Santa Maria Valverde e arrivava alla vasca delle abluzioni (Tempio) per poi concludersi nello spiazzo del cerchio di menhir sul Monte Castelon.


Al Tempio di Minerva il volontario archeologo Lucio Cavallini ci ha permesso di accedere al sito e illustrato i ritrovamenti finora effettuati.

Alla fine siamo tornati nella frazione di San Rocco per individuare, guidati da Pier Prospero, esperto in Geobiofisica e membro del Forschungskreis für Geobiologie “dr E. Hartmann”, la posizione della faglia che lo attraversa con una “bacchetta di Hartmann” o una forcella da rabdomante e per percepire gli effetti della faglia su di noi.
Per concludere Pier Prospero ci ha mostrato un ingrandimento della carta geologica in cui era visibile la faglia che abbiamo percepito.

La partecipazione ai Seminari proposti dall’Istituto GEA in località di particolare interesse geologico, artistico o archeologico, è sempre un’utile e divertente esperienza che fornisce le basi necessarie a percepire se stessi e le variazioni del proprio stato in relazione al luogo in cui ci si trova.I Seminari teorico-esperienziali di Geologia Percettiva “Sentire la Terra” sono gratuiti e rivolti a tutti, come fossero delle conferenze, e costituiscono il principale strumento che l’Istituto GEA si è dato per far conoscere al pubblico l’Analisi Geobiofisica dell’Ambiente in modo al contempo teorico e pratico poiché introducono alla consapevolezza delle variazioni nel proprio benessere psicofisico provocate dal sostare su territori dal substrato geologico diverso.

Sabato 30 settembre-domenica 1 ottobre 2023 CORSO BASE di Geobiologia e Geobiofisica a Brugnello (PC), propedeutico al Corso Professionale

SEI INVITATA/O A PARTECIPARE A QUESTA ESPERIENZA MOLTO PARTICOLARE, NON FARTELA SFUGGIRE!!!

Programma del Corso Base di Geobiologia e Geobiofisica al Brugnello (PC) organizzato da Istituto GEA e propedeutico al Corso Professionale 30 settembre e 1 ottobre 2023

Responsabili del Corso : Arch. Giuseppe Marsico; Arch. Mariangela Migliardi; Arch. Cristina Rovano
Cell. Giuseppe 3358007966

La location è l’Albergo Poggiolo in località Poggiolo – 118 cap 29020 – Poggiolo (PC).

Tel / fax +39 0523 931063 – e-mail info@albergopoggiolo.it

Si precisa che la prenotazione delle camere da noi opzionate dovrà avvenire in autonomia. Ogni partecipante può  prenotare  una  camera  personalmente tramite telefono o mail.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:
per gli Associati è di  € 150,00 per le spese organizzative e il sostegno ai programmi didattici dell’Istituto. Per i Non associati € 150,00 + € 30,00 di adesione all’Associazione (quota da versare in anticipo come caparra)

IBAN: IT37 U030 6909 6061 0000 0122 365  intestato a Istituto GEA

BIC: BCITITMM

QUOTA VITTO E ALLOGGIO:
Il soggiorno in hotel invece sarà al prezzo convenzionato di  € 56 in camera doppia (a persona per la notte di Sabato 27) comprensivo di trattamento mezza pensione (bevande escluse) e prima colazione di Domenica 28. Da considerare a parte il pranzo al sacco di € 6 a partecipante previsto per Domenica 28. La quota totale per vitto e alloggio sarà quindi d € 62 a persona ( escluso sovrapprezzo per la camera singola). A parte il pranzo leggero del sabato per il quale è previsto un menù a € 15 (bevande escluse).

PROGRAMMA:
SABATO  30 SETTEMBRE     ore 10,00-19,00
10,00–10,30: registrazione degli iscritti e consegna dei materiali didattici.
10,30-11,00:  presentazione dell’ associazione Istituto GEA e del Corso Base.
11,00-13,00:  introduzione a geobiofisica, geobiologia ed elettrobiologia (lezione teorica).
13,00 – 14,30: pranzo leggero presso l’agriturismo
14,30 – 15,00: esercizi di autoregolazione energetica per il radicamento e l’aumento della percezione.
15,00 –17,00: prova della ricerca dell’acqua, ricerca del trasformatore nascosto.
17,00 – 18,00: discussione sui risultati delle prove individuali
18,00 – 19,00:  presentazione del percorso di percezione geobiofisica con l’inquadramento della situazione geologica del luogo.
20,00– 22,00:  Cena presso l’Albergo il Poggiolo.

DOMENICA  28 MAGGIO   ore 8,30-17,30
8,00: Colazione presso l’Albergo il Poggiolo.
8,30: Spostamento sul luogo del percorso Brugnello in località Marsaglia.
9,00 – 9,30: esercizi di autoregolazione energetica per il radicamento e l’aumento della percezione.
9,30-12,30: inizio percorso, visita e percezioni alla Chiesa di Cosma e Damiano, ricerca di acqua sotterranea scorrente in una frattura, faglie e altri punti caratteristici alla percezione.
13,00- 14,00: pranzo al sacco in area dedicata lungo il percorso.
14,00–15,30: ritorno verso la partenza sempre sul percorso.
15,30–16,30: condivisione dei risultati e delle esperienze dei presenti e discussione sugli aspetti salienti percepiti e sui test di autovalutazione consegnati alla partenza del percorso.
16,30-17,30: Rientro e conclusione del Corso con consegna degli attestati di partecipazione che danno l’accesso alla prossima edizione del Corso Professionale di Analisi Geobiofisica e Geobiologia.

ADESIONI ENTRO IL 15 SETTEMBRE 2023

Dal 20 al 23 ottobre 2022 si è svolto il Meeting Associativo “Il Gargano, tappa sulla linea dell’Arcangelo Michele”

di Mariangela Migliardi

Il Meeting associativo di quest’anno ha avuto quale meta la percezione geobiofisica e l’esperienza di geologia percettiva nei luoghi di San Michele, sul Gargano. Il punto di incontro per chi ha partecipato è stato l’albergo “Santangelo” di Monte Sant’Angelo, a 800 metri di altitudine, posto un po’ oltre il centro storico e l’abitato, ma rivelatosi strategico per i percorsi e le ricerche che ci si era prefissati.
Il nostro gruppo era formato da sette partecipanti, più il piccolo e pazientissimo Amedeo, che comodamente adagiato nella sua carrozzina ci ha seguiti in tutte le nostre perlustrazioni.
Il programma è stato ricco e intenso. Santuari e abbazie, cenobi rupestri, luoghi di culto antichissimi e legati ad apparizioni, monumenti megalitici, dolmen e menhir, il tutto strettamente connesso con le caratteristiche dei substrati e la presenza di strutture geologiche importanti.

Il primo giorno

Per tre di noi, Cristina, Luca e Mariangela, l’incontro è avvenuto alla Stazione Ferroviaria di Torino sul Freccia Rossa per Foggia, a cui si è poi aggiunta Antonella a metà tragitto. Francesco, Rebecca e il piccolo Amedeo li avremmo incontrati la sera direttamente nell’albergo, mentre Maria Teresa, pugliese, ci avrebbe raggiunti la mattina successiva, per conoscerci e per unirsi a noi nelle esplorazioni percettive del santuario e dei dintorni.
Noi quattro viaggiatori provenienti dal Nord, giunti a Foggia abbiamo proseguito il viaggio verso Monte Sant’Angelo con un’auto a noleggio.
Man mano che ci si avvicinava si iniziava a cogliere la particolarità geologica del territorio, evidenziata dalla presenza di numerose cave di marmo: un importante substrato roccioso calcareo, che per estese aree è spoglio e tormentato dalle forme del carsismo, che si inaspriva man mano che ci si avvicinava alla meta e si iniziava a percorrere i numerosi tornanti che portano verso l’abitato. Pendii scoscesi costellati di rocce biancastre frantumate e con scarsa vegetazione, con la presenza, cosa che ci ha sorpresi, non di capre, ma bensì di numerosi e pacifici bovini, liberi di muoversi a piacimento, solitari e, spesso, in bilico sulle rocce.
Asprezza del territorio e difficoltà poste ad ostacolo nel raggiungere la meta. Obiettivi da perseguire con notevole impegno e perseveranza con a modello l’Arcangelo Michele. Energia maschile che prevale e domina. Questa sembra essere la qualità della percezione che ci accompagnerà nei percorsi lungo questo monte, scelto per ambientare le apparizioni dell’Arcangelo Michele.
Monte Sant’Angelo, il Comune più alto del Gargano, sorse alla fine del V secolo, quando, secondo la tradizione, l’Arcangelo Michele apparve in una grotta.
I Longobardi, che in quel periodo dominavano l’Italia meridionale, ne fecero il loro santuario nazionale. In breve questo luogo di culto divenne rinomato in tutta la Cristianità e meta obbligata non solo per i pellegrini di tutta Europa, ma anche per per papi e sovrani, oltre ai Crociati in partenza per Gerusalemme.
Al Santuario si accede scendendo per una lunga scalinata. Un tempo però si saliva, come è più logico trattandosi di un sito Yang (e come avviene alla Sacra di San Michele in Piemonte).
L’interesse del sito trae origine soprattutto dal significato storico, religioso e sociale che l’antro ha assunto nel corso dei secoli. Con il trascorrere degli anni la cavità ha subito innumerevoli rifacimenti, tuttavia, nonostante la massiccia presenza di pellegrini, il grande valore storico del Santuario non appare intaccato.
L’incontro con il Santuario dell’Arcangelo Michele, già la sera stessa, è stato magnifico, con il gioco di luci che lo illumina dentro e fuori, l’ampio scalone che scende e porta alla grotta, il cuore sacro del complesso.
Ed ecco l’incontro con l’energia del luogo: accogliente lungo la parete a sinistra dell’ingresso e frontale alla grotta, difficoltosa nel procedere verso la balaustra che racchiude l’altare, con un senso di oppressione, quale un ostacolo al cammino verso la meta.

Il secondo giorno

La mattina viene dedicata alla visita del Santuario e alla grotta dell’Arcangelo Michele e quanto percepito la sera prima viene confermato da tutti i partecipanti.

Grotta di San Michele

Particolarmente sollecitato risulta lo spazio a sinistra dell’area che circonda l’altare. Francesco, il nostro geologo, ci ragguaglia sulle caratteristiche geologiche e strutturali del territorio che, come vedremo, vanno poi ad intrecciarsi con il culto, la devozione e la spiritualità che da secoli impregna quest’area

La faglia di Monte Sant’Angelo
La faglia di Monte Sant’Angelo, una delle più rilevanti dell’area garganica, è il segmento più evidente del sistema di faglie di Mattinata, ed interessa una sequenza carbonatica di piattaforma spessa più di 4000 metri che si sviluppa dal Giurassico superiore al Miocene medio, coperta in discordanza da lembi di depositi tardopliocenici-pleistocenici. (e.g. Bosellini et al., 1993).
Il substrato dello sperone d’Italia è infatti costituito da sedimenti calcareo-dolomitici, di età giurassico-cretacea, sui quali si poggiano locali e modeste coperture calcarenitiche paleoeoceniche, biocalcarenitiche neogeniche e terrigene quaternarie.
Attualmente, a partire dal Pleistocene medio-superiore, la faglia ha un movimento prevalentemente trascorrente destro, con una minore componente verticale (circa 1/4), con un tasso di scorrimento quantificabile in 0,7-0,8 mm/anno (Piccardi, 2005; Tondi et al., 2005).
Il tratto centrale di questa faglia è sottostante l’abitato di Monte Sant’Angelo, dove le evidenze geologiche e geomorfologiche sono maggiormente sviluppate, e dove una maestosa scarpata si affaccia sulla valle Carbonara. Questa importante faglia del Gargano, detta anche faglia di Valle Carbonara, taglia in due il promontorio lungo la direttrice San Marco in Lamis – Mattinata. La Valle Carbonara, nei pressi di Monte Sant’Angelo, è una delle aree in cui meglio si manifesta l’imponenza di tale discontinuità.
L’attivazione sismica di questa faglia ha inoltre avuto grandi influenze anche sul piano culturale, non solo a livello locale ma in tutta la cultura occidentale. Proprio in corrispondenza dal settore centrale della faglia sorge, infatti, il Santuario dell’Arcangelo Michele, dal quale si sviluppò il culto dell’Arcangelo che si diffuse in tutto l’occidente, svolgendo un ruolo fondamentale nella cristianizzazione dell’Europa pagana. Nel Medioevo Monte Sant’Angelo era la seconda meta di pellegrinaggio per importanza, in quanto la via per la Terra Santa andava da Roma (homo) con la tomba degli apostoli Pietro e Paolo a Monte Sant’Angelo (Angelus) per l’apparizione dell’Arcangelo e da lì a Gerusalemme (Deus) e ai luoghi della vita del Cristo. Il santuario, attivo con continuità da oltre 1500 anni, preserva il luogo dove, a seguito della narrazione della discesa sulla terra dell’Arcangelo Michele furono rinvenute nella roccia delle tracce insolite, interpretate poi come le impronte dei suoi piedi.

  Cripte longobarde del Santuario di San Michele Arcangelo


L’apparizione (tradizionalmente datata alla fine del V secolo) coincise con un forte terremoto, cosicché santuario e faglia risultano strettamente interconnessi per due motivi:
in primo luogo, per essere questa faglia la sorgente del terremoto che accompagnò l’apparizione;
in secondo luogo per il fatto che furono proprio alcune rotture cosismiche secondarie associate a questa faglia ad essere interpretate come le orme dell’arcangelo, come risulta evidente dallo studio comparato della cripta del santuario (e.g. Piccardi, 2005).
Dalle carte geologiche dell’area si evidenzia come in gran parte del promontorio del Gargano il substrato calcareo sia fortemente interessato da fratture e discontinuità geologiche che a Monte Sant’Angelo vanno a sommarsi alla importante faglia trascorrente, rendendo l’area decisamente sollecitata e instabile.
Queste strutture geologiche in generale vengono percepite come compressive e destabilizzanti, provocando tensioni in diverse parti del corpo, a seconda della tipologia energetica della persona, con possibile perdita di equilibrio. Queste tensioni si riscontrano in diversi punti del borgo storico, come ad esempio nei pressi della chiesa della Santissima Trinità e poco oltre, a cui si giunge dopo aver oltrepassato l’area del Battistero di San Giovanni e della ex chiesa di San Pietro.

Il menhir dall’ara sacrificale 

Parte del pomeriggio del secondo giorno era destinato alla ricerca di alcuni dolmen e menhir che sono stati scoperti recentemente nell’area da un ricercatore del posto, Raffaele Renzulli, riconosciuti ma non ancora ufficializzati dalla Soprintendenza. Il Gargano era infatti abitato da popolazioni neolitiche che vi hanno costruito monumenti megalitici che gli studiosi ipotizzano legati al culto dei morti, alla divinità del Sole, alla fertilità dei terreni connessa ai fenomeni naturali ed astronomici.
Ne abbiamo visto uno che presenta caratteristiche di dolmen, anche se non conservatosi integro. Grande è stata poi la sorpresa nello scoprire che la vasta area neolitica segnalata da Renzulli, definita la Valle dei Dolmen di Monte Sant’Angelo, era situata proprio sotto il nostro albergo e, sebbene al tramonto e un po’ infreddoliti dal vento che spesso sferza i pendii rocciosi, abbiamo avuto modo di percorrerla in parte, individuando alcuni degli elementi segnalati, in particolare il grande menhir.

L’incontro più entusiasmante lo abbiamo avuto la mattina seguente quando, procedendo verso l’Abazia di Pulsano, illuminato dal sole ci è apparso il dolmen meglio conservato fra i tanti, situato sulla scarpata della strada, orientato verso il sole del mattino.
La luce del sole che lo illuminava ci ha fatto comprendere l’importanza che gli abitanti di un tempo attribuivano ai fenomeni celesti, all’alternanza delle stagioni, ai cicli naturali ed astronomici. Il sole come dispensatore di vita, di rinascita, di fertilità, luoghi dove l’energia della terra si incontra e si fonde con quella del cielo, luoghi dove si celebrava la vita e/o dove si accompagnava il passaggio ad un’altra dimensione, in un legame molto stretto con la Terra e con il Cielo e con le loro manifestazioni.
I brevi momenti di percezione dedicati ci hanno confermato questi aspetti: siti risalenti a circa 5.000 anni or sono, con utilizzi legati alla celebrazione della vita e della morte, al sole, alla ciclicità delle stagioni.

Dolmen nei pressi di Pulsano

Il terzo giorno

La mattina del terzo giorno, prima di lasciare Monte Sant’Angelo, decidiamo di visitare l’area del Battistero di San Giovanni a cui è affiancata la chiesa di Santa Maria Maggiore.
In questo territorio caratterizzato dalla faglia e da numerose fratture e discontinuità negli strati geologici, anche la chiesa dedicata alla vergine Maria non risponde ai consueti canoni di energia legata alla terra, all’accoglienza, alla fertilità, all’acqua, mentre si riscontra la presenza di fratture e discontinuità, avvertita come energia compressiva, prevalentemente maschile. Proseguendo oltre l’abitato di Monte Sant’Angelo, e oltrepassando l’albergo che ci ha ospitati, si giunge all’Abazia di Santa Maria di Pulsano, posta in un’area in cui la piattaforma calcarea si caratterizza con la presenza di canyon, falesie, promontori. Questa area è costellata da numerose grotte e cavità, di cui molte utilizzate nel passato quali eremi. L’abbazia, instaurata sul colle di Pulsano nel VI secolo per opera del monaco-papa San Gregorio Magno, con i suoi eremi circostanti, è stata sino ad oggi (con alterne vicende storiche) luogo di monaci, anacoreti e cenobiti, orientali e latini.
La chiesa, dedicata alla vergine Maria, presenta fratture e discontinuità geologiche, con assenza di scorrimenti idrici. Anche in questo caso l’energia riscontrata non ha le caratteristiche legate al femminile, mentre prevale l’elemento maschile. Questo luogo faceva da specchio ai tanti monaci che nel tempo lo hanno abitato ed utilizzato.
La meta successiva è la Grotta dell’Arcangelo Michele nei pressi del Lago di Varano e per raggiungerla percorriamo la strada che scende lungo il lato nord di Monte Sant’Angelo, meno impervia di quella del lato sud.

La grotta di San Michele è situata poco distante dal lago di Varano nel comune di Cagnano Varano.

Qui il fondovalle è rigoglioso e coltivato e poco dopo ci si addentra nella Foresta Umbra dalla florida vegetazione. Ci dirigiamo verso il versante settentrionale dello sperone del Gargano, che si affaccia sui laghi salmastri di Lesina e Varano dove stazionano e nidificano numerose specie di uccelli acquatici. Il sito, abitato fin dal paleolitico, rappresenta una importante testimonianza del culto micaelico sul Gargano. La grotta si presenta come una ampia e profonda cavità carsica, lunga 52 metri, libera da banchi e sedie. Dietro all’altare, situato verso il fondo, vi è una conca calcarea piena di acqua prodotta dal continuo stillicidio dal soffitto della grotta. Tale acqua viene ritenuta miracolosa per la vista. Viene infatti chiamata “la pila di Santa Lucia”.
Tutta la grotta trasuda acqua e numerose le stalattiti e le stalagmiti in formazione, cui corrispondono piccoli rigonfiamenti sul pavimento, reso viscido dallo stillicidio dell’acqua piovana.
Le tracce di dipinti e gli altari fanno comprendere la devozione e il culto che qui si perpetuato da tempo immemore, così come i “segni” nella roccia che i fedeli leggono come manifestazioni dell’arcangelo e di San Pio.
In questo spazio non si avvertono campi energetici e tensioni legate alla presenza di strutture geologiche. Si potrebbe definire uno spazio “neutro”, gradevole e accogliente, che si discosta notevolmente dalla grotta di Monte Sant’Angelo. Da sottolineare la presenza dell’acqua, come stillicidio all’interno della grotta, e segnalata da un pozzo nell’area esterna antistante. Nonostante la natura calcarea del sottosuolo l’area non presenta caratteristiche di eccessiva assorbanza, al contrario è piacevole e rilassante, ci rilassa dalle tensioni riscontrate in alcuni dei luoghi visitati precedentemente ed invita alla sosta.
Il nostro viaggio prosegue verso Peschici, dove le ripide scogliere calcaree dei versanti nordorientale e orientale, chiazzate dalla macchia mediterranea, si gettano a picco nell’Adriatico con salti di parecchie decine di metri. A Peschici trascorriamo l’ultima serata, con una passeggiata nei vicoletti caratteristici e con la cena al “Trabucco”, un caratteristico locale sorto accanto ad un trabucco ancora utilizzato per la pesca di alcune specie ittiche locali. I piatti e il servizio sono ottimi e soddisfano tutti, o quasi. Luca non ama il pesce e neppure le porzioni poco abbondanti, ma è stato bravissimo ad adattarsi… e a trattenersi dal fare commenti.

Il quarto giorno

La mattina seguente, dopo un fermo immagine di Peschici illuminata dal sole sorgente e dopo una ottima colazione con dolci e marmellate fatti direttamente dai gestori, il nostro gruppo si divide nuovamente per affrontare il viaggio di ritorno.  Maria Teresa in auto verso casa; Francesco e la sua famiglia in auto verso Siena; noi quattro verso Foggia in treno, dove avremo ancora modo di ripensare alla bella e intensa esperienza, che ci ha permesso di esplorare le interconnessioni tra luoghi di culto e geofisica del territorio, mai casuali, che, sebbene sconosciute ai più, restano il mezzo migliore per comprendere l’origine dei culti, dei miti, delle leggende e per evidenziare come un determinato culto sia spesso legato ad una particolarità energetica e strutturale del territorio, e come gli stessi aspetti si ripetano in luoghi diversi.
Manifestazioni dello Spirito e/o capacità dei nostri predecessori nel saper cogliere lo spirito del luogo?
Sicuramente una maggiore connessione con il Cielo e con la Terra, con il Sopra e con il Sotto, che nelle diverse epoche si è manifestato in forme diverse, dai dolmen e menhir, alle chiese rupestri, alle abbazie, ai santuari, alle grandi cattedrali romaniche e gotiche e…
Mariangela Migliardi

Il gruppo GEA nella valle dei Dolmen di Monte Sant’Angelo

Sabato 11/09/2021 è stato attuato con successo il percorso esperienziale “Magica Siena, una passeggiata percettiva”,

Nella magnifica e “magica” Siena, sabato 11 settembre 2021 abbiamo trascorso una giornata diversa, un’esperienza impagabile.

Per contribuire a divulgare la conoscenza della percezione dello scambio energetico dei luoghi, mediato dalla situazione geologica e idrogeologica, che permette di fruire in modo completo dei paesaggi urbani e naturali, l’Istituto GEA, associazione di promozione sociale E.T.S., ha proposto nel centro di Siena il percorso di geologia percettiva:
Magica Siena: una passeggiata percettiva
e se a rendere Siena così “magica” fossero in realtà luoghi di particolare emissione elettromagnetica naturale?

Ci siamo ritrovati alle 10 di mattina alla fontana di San Prospero, alla Fortezza medicea, il punto (1) della mappa che si vede qui sopra.
Il percorso nero è quello che abbiamo fatto dal punto di ritrovo alla fontana della Fortezza al punto di ristoro per il pranzo in Piazza del Campo, segnato col punto (5)
Il percorso rosso è quello fatto dopo pranzo da Piazza del Campo, punto (5) al Duomo e poi alla Fortezza, per terminare di nuovo alla Fontana di San Prospero al punto (12). Quindi abbiamo fatto dodici tappe molto interessanti dal punto di vista percettivo e culturale.
Attendendo l’arrivo degli ultimi partecipanti, la Presidente dell’Istituto GEA, arch. Cristina Rovano, ha spiegato la proposta di Percorso Percettivo con argomentazioni sulla percezione dell’energia dei luoghi.

Marilinda Residori, psicologa insegnante di Autoregolazione Bioenergetica, ha fatto eseguire ai presenti una sequenza di Esercizi Bioenergetici per attivare la percezione.

Siamo partiti un po’ in ritardo per attendere degli amici che arrivavano da città abbastanza lontane e ci hanno fatto da guida Cristina Rovano, esperta in analisi geobiofisica dei luoghi; Francesco Guerrini, geologo, esperto del territorio senese; Pier Prospero, architetto, esperto di percorsi percettivi.
La prima tappa per la percezione è stata la vicina chiesa di San Domenico (2) dove all’inizio ci siamo concentrati sulla percezione della linea di faglia che costeggia l’esterno.

Dopo esserci impratichiti nella percezione siamo entrati a piccoli gruppi per “sentire” cosa ci dicevano i punti segnati sul pavimento per ricordare dove Santa Caterina era solita meditare e pregare: santa dalle mille risorse, Caterina aveva anche individuato delle emissioni energetiche naturali concentrate e significative. Subito dopo il gruppetto si dirigeva verso il transetto a sinistra dove in corrispondenza della linea di faglia ammiravamo un’immagine della Dea Madre col Bambino, un’antica iconografia che richiama la forte presenza del “femminile” nella città di Siena che ai tempi dei Romani era protetta da Minerva per gli apetti aperti, luminosi, e da Diana per gli aspetti sotterranei, oscuri.

Da San Domenico siamo scesi a Fonte Branda (3) per cambiare sensazione energetica e per vedere la sezione del “bottino” che rifornisce d’acqua la vasta piscina. Nella discesa il geologo ci ha fatto notare la parete della faglia percepita in precedenza e la conformazione del substrato che in un punto è affiorante.

A Fonte Branda ci siamo rilassati e siamo stati catturati dallo specchio d’acqua e dai numerosi pesci colorati.

Arrivo del “bottino” di cui si vede la sezione

Dopo aver ascoltato le notizie riferite dal geologo Francesco sul sistema idrico sotterraneo dei “bottini” siamo risaliti con le vicine scale mobili per andare verso Piazza del Campo. Abbiamo raggiunto l’incrocio denominato “Croce del Travaglio” dove ci siamo fermati per percepire come stavamo e siamo entrati nella Piazza dallo stretto vicolo di San Pietro col sottoportico di fronte all’incrocio. Questo ci ha permesso di percepire il cambiamento nel nostro stato al di qua e al di là della linea di faglia che attraversa il vicoletto di San Pietro, cioè prima alla Croce del Travaglio e poi nella Piazza.
Dopo aver osservato la forma a valva di conchiglia della piazza (4) e l’incombenza della Torre del Mangia, commentando sulle forme del femminile e del maschile impresse nella città, siamo andati a mangiare al Cencio sui tavolini in piazza, all’ombra (5): si registravano 32 gradi di caldo con un cielo azzurro splendido.

Dopo lo spuntino e le considerazioni sulla Piazza, sull’energia del luogo, la suggestione della forma, lo Yin e lo Yang, siamo ripartiti per raggiungere il battistero di San Giovanni e il Duomo.

Francesco, il geologo, ci ha fatto notare una cosa eccezionale: la sezione di una cava, utilizzata per la costruzione del Duomo Nuovo, rimasta sulla facciata di un palazzo medievale costruito dopo; sulla facciata si vedono gli strati di deposito dell’antico bacino dove è sorta Siena (6).

Poi abbiamo percepito quello che ci arrivava camminando lungo la facciata del Battistero individuando una zona centrale che crea una discreta sensazione.

Salendo la scala che porta al Duomo abbiamo incontrato la croce incisa su uno scalino a ricordo del punto in cui Santa Caterina era inciampata (7) “spinta da un demone” e ci siamo soffermati a percepire cosa fosse mai questo “demone” dispettoso. Il geologo ci ha spiegato che due faglie dirette si incrociano quasi perpendicolarmente all’interno del Duomo, una va dalla porta di ingresso centrale all’abside (e si tratta della zona disturbante percepita davanti al Battistero, il quale è sotto l’abside), e l’altra corre di fianco al transetto, cioè (guarda caso) va proprio in corrispondenza del gradino fatale.
La percezione sopra la croce incisa ci ha anche spiegato il motivo dell’inciampo: in quel punto si ha la sensazione che da una parte manchi la terra sotto i piedi e che dall’altra il livello sia più alto, inducendo a una torsione che fa perdere l’equilibrio.

Salita tutta la scala, nella piazza dove avrebbe dovuto sorgere il Duomo Nuovo abbiamo percepito uno alla volta cosa succede a stare a occhi chiusi sopra una piastra del lastricato in cui è incisa (scolpita) una spirale destrogira (8). La sorpresa è stata notevole perchè era evidente la rotazione indotta al corpo verso destra e l’avvitamento veso il basso nel terreno, a mo’ di cavatappi.

Ancora tutti presi da questa esperienza siamo stati portati da Celeste, una giovane amica del geologo esperta di storia romana e medievale, a vedere il “SATOR” inciso in caratteri gotici sulla parete sinistra del Duomo (9): una curiosità e una vera chicca. Sappiamo che è stato usato per proteggere le partorienti, appoggiando l’iscrizione all’addome, e questo ci fa ritornare al “femminile” che pervade Siena come informazione tellurica di distensione e come ricchezza di acque.

Abbiamo passeggiato davanti alla facciata del Duomo, sopra gli scalini (10), osservando le pietre della pavimentazione e cercando di ritrovare la faglia già percepita al Battistero.
Da lì abbiamo ripercorso all’inverso la scala e, seguendo il geologo col suo cartello indicante “Gruppo GEA”, siamo arrivati per la via più veloce alla Fortezza Medicea, dove siamo entrati per le prove di rabdomanzia (11).
La Fortezza infatti è attraversata da un “bottino”, uno dei canali sotterranei scavati per captare l’acqua e convogliarla alle fonti cittadine.

Sul muro a sinistra dove inizia la scala c’è anche uno stemma del Comune con impresso “B.I.” a significare “Bottino Idrico” e questo ha permesso di avere un riferimento sicuro per la posizione del “bottino” che andavamo a rintracciare con la bacchetta da rabdomante o con la bacchetta di Hartmann.
La verifica oggettiva della posizione del “bottino” è stata importante, non ci siamo dovuti “fidare” di qualcuno: l’acqua che scorreva veloce dentro al “bottino” era proprio lì dove l’avevamo percepita.

Verso le 17 abbiamo raggiunto la Fontana di San Prospero per la chiusura del Percorso (12) là dove lo avevamo iniziato. Lì abbiamo potuto porre le nostre domande agli accompagnatori e completare la compilazione delle schede sulla percezione che ci erano state fornite all’inizio.

Gli accompagnatori e gli altri associati dell’Istituto GEA hanno proposto, a chi voleva, un brindisi al vicino Bar di San Prospero per festeggiare la riuscita dell’impresa che aveva visto una lunga preparazione sulle carte, un sopralluogo per scegliere i posti da far percepire, una simulazione del percorso e la sua definizione finale proposta nel sito associativo e nelle locandine.

La partecipazione di una ventina di persone interessate, oltre ad alcuni associati GEA che hanno colto l’occasione per ritrovarsi, e agli accompagnatori, permette di dire che è stato un vero successo.
Ma a confortare gli organizzatori sono stati i feedback riportati dai partecipanti e l’attenzione e l’interesse con cui il Percorso è stato seguito.
Ringraziano quindi di cuore tutti i partecipanti.

Tutte le foto sono di Marilinda Residori.

Ecco un veloce riassunto di quanto i partecipanti hanno scritto nelle schede per la percezione in cui si dovevano indicare le variazioni del nostro stato psicofisico via via che il Percorso si sviluppava e nei punti scelti dagli organizzatori. Avvisiamo chi legge che non ci sono percezioni “giuste” e percezioni “sbagliate”: le sensazioni sono soggettive, siamo diversi e ciascuno ha la sua reazione dovuta alla tipologia fisica e caratteriale; l’importante è avere la percezione che l’energia del posto ci causa una reazione. Acquisire questa consapevolezza ci permetterà di godere delle strutture urbane o del paesaggio in modo più completo e più soddisfacente.
(1) FONTANA: all’inizio, dopo gli esercizi la maggioranza indica “benessere”, 3 persone però indicano “malessere”.
(2a) SAN DOMENICO (ESTERNO): sulla linea della faglia la maggior parte indica “malessere”, in particolare riportando che la faglia li colpisce alla testa. Qualcuno indica anche nausea, compressione del diaframma, sbandamento, alterazione della gola, gambe pesanti. La maggior parte percepisce una spinta verso l’alto.
Tre persone indicano invece “benessere”.
(2b) SAN DOMENICO (INTERNO posizioni della Santa): molti indicano “benessere” con spinta verso l’alto. In particolare sul punto davanti al ritratto di Santa Caterina riportano “spinta in avanti”, “spinta in alto”, alterazione del battito cardiaco; sul punto del pavimento a sinistra riportano “spinta verso l’alto”; sul punto centrale con il vetro molti non hanno avuto percezioni; una persona indica la sensazione di stare sul vuoto; sul punto a destra la maggioranza indica “malessere”, in particolare alla testa.
(3) FONTE BRANDA: tutti concordano su “benessere”.
(4a) CROCE DEL TRAVAGLIO: in generale i partecipanti esprimono “malessere”. Le sensazioni più comuni sono: giramento di testa, spinta in uscita, spinta verso l’alto, tremore alle gambe e allo stomaco, senso di anestesia. Una persona esprime invece “benessere” e senso di liberazione.
(4b) PIAZZA DEL CAMPO: la maggior parte esprime “benessere”; qualcuno riporta senso di assorbimento verso il basso e di indebolimento delle gambe.
(6) BATTISTERO: di quelli che hanno scritto circa questo punto la maggior parte riporta “benessere”. Ma una minoranza esprime “malessere”.
Invece tutti concordano sulla spinta verso l’alto.
(7) SCALA, CADUTA DELLA SANTA: la maggior parte indica “malessere” e spinta verso il basso, o contraria al senso di salita; due persone hanno percepito “benessere” e sensazione di miglioramento rispetto al Battistero.
(8) SPIRALE A FIANCO DEL DUOMO: la maggioranza prova “malessere” e percepisce vertigini lievi, giramento della testa, rotazione del corpo; qualcuno riferisce battiti accelerati e qualcun altro senso di radicamento.

“Magica Siena, una passeggiata percettiva”, 11/09/2021 percorso esperienziale gratuito aperto a tutti.

immagine tratta da “https://www.controradio.it” articolo di Chiara Brilli del 21/03/2021

Vi aspettiamo nella magnifica e “magica” Siena sabato 11 settembre 2021 dalle 10 alle 17, per una giornata diversa, per un’esperienza impagabile.
Per contribuire a divulgare la conoscenza della percezione dello scambio energetico dei luoghi, mediato dalla situazione geologica e idrogeologica, che permette di fruire in modo completo dei paesaggi urbani e naturali, l’Istituto GEA, associazione di promozione sociale E.T.S., propone nel centro di Siena il percorso di geologia percettiva:

Magica Siena: una passeggiata percettiva
e se a rendere Siena così “magica” fossero in realtà luoghi di particolare emissione elettromagnetica naturale?

Percorso teorico-esperienziale gratuito e aperto a tutti (purtroppo sono presenti numerose barriere architettoniche insormontabili).

Per informazioni e iscrizioni chiamare Francesco: 3492136886

Programma:
– ore 9,45: ritrovo alla fontana di San Prospero, alla Fortezza lato Viale Vittorio Veneto. Parcheggi pubblici gratuiti intorno alla Fortezza Medicea.
– ore 10,00: distribuzione del depliant con argomentazioni generali sulla percezione dell’energia dei luoghi, l’illustrazione dei “bottini” che portano l’acqua sotto la città e la carta stradale del percorso. Spiegazione della proposta e breve sequenza di Esercizi Bioenergetici per attivare la percezione con Marilinda Residori, psicologa specializzata in Analisi Bioenergetica, insegnante di Autoregolazione Bioenergetica.
– ore 10,30: partenza; faranno da guida Cristina Rovano, architetto, esperta in analisi geobiofisica dei luoghi; Francesco Guerrini, geologo, esperto del territorio senese; Pier Prospero, architetto, esperto di percorsi percettivi.
Percezione a San Domenico; discesa a Fonte Branda; salita su scale mobili verso il Duomo, percezione all’esterno intorno al Duomo; Croce del Travaglio e sbocco in Piazza del Campo. Considerazioni sulla Piazza: energia del luogo, suggestione della forma, Yin e Yang.
– ore 13,00: sosta per uno spuntino in Piazza del Campo (insalatone, taglieri o panini da “Il Cencio” (lato sinistro, Via del Porrione)
– ore 14,00: ripresa del percorso percettivo per Via Delle Terme, alla casa di Santa Caterina, fino all’ingresso della Fortezza.
All’interno della Fortezza prove individuali di rabdomanzia per la percezione del “bottino” che la attraversa, precedute da brevi sequenze di Esercizi Bioenergetici e seguite dalla verifica oggettiva della posizione del “bottino”.
– ore 17,00 chiusura del Percorso con le domande dei partecipanti agli accompagnatori.
Alla fine sarà possibile offrire un piccolo sostegno per contribuire alle spese sostenute dall’associazione (l’Istituto GEA è un’associazione di promozione sociale e gli accompagnatori sono associati volontari che ricevono solo il rimborso delle loro spese vive. Lo fanno per passione).

Abstact in English:
We are waiting for you in the magnificent and “magical” Siena on Saturday 11 September 2021 from 10 to 17, for a different day, for a priceless experience. GEA Institute, social promotion association, proposes in the center of Siena a path of perceptive geology:

“Magical Siena: a perceptive walk”
and if what made Siena so “magical” were actually places of particular natural electromagnetic emission?
Theoretical-experiential path, free and open
Program:
– 9.45 am: meeting at the fountain of San Prospero, near the Fortress on Viale Vittorio Veneto side. – 10.00: distribution of the brochure with general arguments on the perception of energy in places, the illustration of the “bottini” that bring water under the city and the road map of the route. Short sequence of Bioenergetic Exercises to activate perception with Marilinda Residori, psychologist specializing in Bioenergetic Analysis, teacher of Bioenergetic Self-regulation.
– 10.30 am: departure; will be led by Cristina Rovano, architect, expert in geobiophysical analysis of places; Francesco Guerrini, geologist, expert on the Sienese territory; Pier Prospero, architect, expert in perceptive paths. Perception in San Domenico; descent to Fonte Branda; perception around the Duomo; Croce del Travaglio and going out to Piazza del Campo. Considerations on the square: energy of the place, suggestion of form, Yin and Yang.
– 1.00 pm: stop for a snack in Piazza del Campo
– 2.00 pm: at the house of Santa Caterina, up to the entrance to the Fortress. Inside the Fortress individual dowsing tests for the perception of a “bottino” that passes through it, preceded by short sequences of Bioenergetic Exercises and followed by the objective verification of the position of the water “bottino”.
– 5.00 pm closing of the Path with the questions of the participants to the guides.

Ciao Ivano…

Il 30 dicembre 2020 si sono svolti i funerali di Ivano Ferri, uno dei fondatori di GEA nel 1996, che è venuto a mancare il 27 dicembre.
Noi vecchi compagni di quell’avventura salutiamo con Ivano un “fratello”.
Con la gola chiusa dall’emozione ricordiamo le innumerevoli vicende vissute assieme: le risate, le battute, le discussioni, le camminate percettive di 20 chilometri col professor Chiari, le prime rilevazioni geobiologiche importanti fatte per l’associazione, gli insegnamenti reciproci sul campo, l’interesse sempre vivo per la Bioarchitettura e la bioedilizia, la passione per la percezione sottile dei messaggi inviati dalla Terra che ci accomunava.
Con affetto
Daniela, Mariangela, Marino e Pier

L’Istituto Gea ricorda con affetto il suo cofondatore Ivano Ferri e si unisce al dolore dei suoi cari.
A nome di tutti gli Associati 
il Presidente Cristina Rovano

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEGLI ASSOCIATI – VIA SKYPE IL 28 APRILE 2020, ORE 18

Torino, 26.04.2020

Carissimo/a associato/a

L’assemblea annuale della nostra associazione è indetta  martedì 28 aprile 2020 invia telematica.

L’assemblea avrà carattere straordinario poiché si è reso necessario modificare lo Statuto ed è convocata alle ore 18,00 per discutere il seguente ordine del giorno:

  1. Rendiconto Economico Finanziario del 2019, relazione della Segreteria-Tesoreria e approvazione dell’assemblea.
  2. Modifiche dello statuto rese necessarie dalla nuova normativa in vigore che richiede la trasformazione della nostra associazione in Ente del Terzo Settore
  3. Varie ed eventuali

Ti invito quindi a portare il tuo contributo partecipando all’assemblea o, se proprio non potrai collegarti, inviandoci via e-mail le tue osservazioni o i tuoi suggerimenti (gea@geobiologia.it)

Se non lo avessi ancora fatto Ti ricordo di versare per il 2020 la quota annuale di contributo all’associazione di € 30,00.

La nostra associazione vive e rimane attiva solo con le quote degli associati. Inoltr per partecipare all’assemblea con diritto elettorale attivo e passivo occorre essere in regola con il versamento della quota annuale per il 2020 di 30 euro.

Ti invito quindi a fare per tempo il bonifico all’IBAN di Banca Intesa Sanpaolo intestato a Istituto GEA: IT37U0306909606100000122365
BIC: BCITITMM

Avendo carattere straordinario e per l’importanza della modifica dello statuto, l’assemblea ha la necessità di vedere un’ampia partecipazione degli associati. Quindi ti invito a cogliere questa occasione di vederci virtualmente, senza l’onere e l’impegno di uno spostamento, e a partecipare.

Oppure – se proprio non potrai collegarti – ti invito a delegare con una e-mail o un sms un altro associato di tua fiducia.

Certa di vederti, seppure solo in via telematica, ti abbraccio virtualmente.

la Presidente dell’Istituto GEA
arch. Cristina Rovano